Dopo un po’ impari la sottile differenza
fra tenere una mano
e incatenare un’anima.
E impari che l’amore non è
appoggiarsi a qualcuno
e la compagnia non è sicurezza.
E inizi a imparare che i baci
non sono contratti
e i doni non sono promesse.
E cominci ad accettare le tue sconfitte
a testa alta e con gli occhi aperti
con la grazia di un adulto,
non con il dolore di un bambino.
E impari a costruire
le tue strade oggi
perché il terreno di domani
è troppo incerto per fare piani.
Dopo un po’ impari
che il sole scotta
se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino
e decori la tua anima,
invece di aspettare
che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare
che sei davvero forte
e che vali davvero.
Veronica A. Shoffstall, 1971. 19 anni.
dottore: “salve cristian, cos’ha fatto questa volta?”
cristian: “mi sono fatto male alla gamba”
dottore: “ha una lastra?”
cristian: “sì … ma è alla testa. sa, è l’unica lastra che avevo e per sicurezza gliel’ho portata”
dottore: “ah. e scommetto che non c’è nulla”
cristian: “come fa a saperlo?”
dottore: “uno che si fa male alla gamba e porta al proprio dottore una lastra al cranio, può solo avere una testa completamente vuota”